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Anno: 2004
 
    SALOMONE E LA REGINA BALQIS
 

Ebrei, cristiani e musulmani sono prima di tutto degli esseri umani e soltanto dopo dei fedeli, con molti punti in comune, oltre agli aspetti differenti. Chi vi scrive, oltre ad essere una musulmana, si sente soprattutto una persona che ha l’obbligo di rispettare le altri religioni e la sua gente per il fatto di essere ricambiata con lo stesso rispetto, in quanto non esistono una fede e una visione di vita migliori o superiori. Bisogna, però, informarsi attraverso la lettura e il dialogo per eliminare gli stereotipi che non sono mai corrispondenti alla verità. Personalmente posso parlarvi della mia religione, che ovviamente conosco meglio, per ampliare, magari, le vostre conoscenze. 

Alcuni dei miei amici sono convinti che la religione islamica sia fatta solo di regole e di precetti severi e inflessibili, e che all’interno del Corano non ci siano che leggi da seguire. In realtà, non è così: all’interno di esso si parla della gente del Libro, ossia la gente che crede in un libro sacro, ebrei e cristiani, invitando i musulmani a rispettare la loro fede, ad apprezzarli, convivendo con loro. Vi sono pure racconti con radici antiche e profonde di cui vorrei mettervi a conoscenza, in quanto possono essere curiose e interessanti, presenti anche nella Torah e nel Vangelo. Inizierei con la storia di Salomone e della Regina Balqis, che si trova al verso 20 della sura delle formiche.

Salomone, con tutta la sua popolazione, si recava ogni anno alla Mecca per svolgere il suo dovere, il pellegrinaggio, portando con sé gli animali messi a disposizione dalle persone bisognose di aiuto. Dopo il pellegrinaggio, la comunità decise di stabilirsi nello Yemen per acquisire nuove conoscenze. Salomone comprendeva il linguaggio degli animali e un giorno, osservando i suoi uccelli, scoprì l'assenza dell’upupa. Disse allora: “La punirò per questa sua assenza sgozzandola, a meno che non abbia avuto un grave e valido motivo per assentarsi”. Ben presto l’uccello arrivò e, notando la rabbia nell’espressione di Salomone, abbassò lo sguardo e disse: “Ho visto luoghi che tu non hai mai scoperto e ti porto da Saba una notizia sicura. Là, regna una donna ricca di tutti i tesori di questo mondo e siede su di un grande e stupendo trono. Il suo popolo, invece di Dio, adora il sole”.

Salomone si stupì nell'apprendere questa notizia e rispose: “Mi accerterò subito se le tue parole sono vere o false. Prendi questa mia lettera e dall’alto falla cadere sul popolo di Saba, poi, ritorna qui e io attenderò la loro risposta”. L’upupa obbedì. Come la lettera arrivò alla regina, ella riunì i suoi consiglieri e informò loro: “Miei consiglieri, dal cielo è scesa su di me una lettera mandatami da Salomone, di cui ho sentito decantare la saggezza, che ci invita a recarci da lui come credenti musulmani. Consigliatemi, dunque, sul da farsi, poiché non prenderò nessuna decisione senza che voi tutti ne siate testimoni”.

 I consiglieri risposero: “Noi siamo portatori della conoscenza e della sapienza, ma a te spetta ogni decisione. Decidi e noi tutti obbediremo alla tua volontà”. Ella disse allora: “Salomone, se non obbedirò al suo invito, entrerà nella nostra città, saccheggiandola e rendendoci tutti schiavi. Per ora, mi limiterò ad inviargli un dono, restando in attesa di vedere ciò che i miei messaggeri porteranno da parte sua”. I messaggeri, con il dono della regina, giunsero da Salomone e rimasero affascinati. Salomone disse loro: “Le ricchezze terrene non rappresentano certo una risposta alla mia lettera. Ritornate dalla vostra regina e ditele che prima di invadere il suo territorio vorrei parlare con lei per mostrarle la mia prosperità”.

In questa maniera li congedò e rivolgendosi ai suoi Ginn chiese: “Chi di voi mi porterà il trono della regina il più presto possibile?”. Uno dei suoi angeli rispose: “Lo metterò davanti a te prima che il tuo sguardo si sia staccato da me”. Così fu, e come Salomone vide quel trono, ordinò: “Prendete il trono e trasformatelo in modo che la regina non possa più riconoscerlo, in questo modo, vedremo se marcia sul Retto sentiero o se segue il Sentiero dell’errore”. Rientrati i messaggeri nel regno di Saba, la regina decise di recarsi da Salomone.

Giunta in sua presenza, Salomone le chiese “Riconosci in questo trono il tuo?” e lei rispose “Mi sembra che lo sia! Noi avevamo la conoscenza di Dio e credevamo in Lui, ma Satana ci ha sviati dal Retto sentiero trasformandoci in un popolo di miscredenti”. Le disse allora Salomone “Entra nella torre”e lei, mentre stava per varcarne l’ingresso, si alzò la veste, scoprendosi le gambe, perché le parve che al di là vi fosse una distesa d’acqua. Salomone le fece notare il suo errore: “In verità, il pavimento della torre è formato da cristalli che lo fanno sembrare un lago”. La regina esclamò con sbigottimento: “Sire, sino ad oggi ho mancato verso me stessa, ma ora credo in quel Dio, che è pure il vostro”.

Della sovrana, il cui nome arabo è Balqis, non si hanno informazioni chiare. Secondo alcuni, il suo leggendario regno sarebbe stato l’antico Yemen. Altri la ritengono regina dell’Etiopia. Il regno Sabeo della regina Bilqis era conosciuto per la sua fertilità, tanto da essere chiamata l'Arabia Felix. La prosperità del terreno era garantita da un avanzatissimo sistema di ingegneria che per più di mille anni contribuì a trasformare la piana desertica in una verde terra piena di giardini e orti. Gli etiopi, dal canto loro, la chiamavano Macheda, mentre per gli ebrei e i cristiani si tratta della regina di Saba. La storia della regina di Saba probabilmente ha origini giudee, ma esiste anche una versione persiana che si trova nel Corano.

Fadia Al Beik

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